Strolghino, il salamino dei bambini

Solo pochi anni fa nessuno a Bologna conosceva lo strolghino. Si tratta di un salame morbido dal calibro sottile, insaccato in una vescichetta naturale. La sua caratteristica è l’estrema dolcezza, perché ricavato dalla “rifilatura” del Culatello di Zibello DOP. In parole povere, quando dalla coscia fresca si taglia la parte più nobile per farne culatelli, tutto il resto viene macinato, arricchito di aglio sale e pepe macinato (assolutamente niente pepe in grani) e stagionato qualche settimana. Si taglia a coltello un po’ spesso ed è il classico “una fetta tira l’altra”.

Come dicevo, è un salame di origine dalla Bassa Parmense, che Salumeria Simoni ha portato a Bologna circa dieci anni fa per un’edizione di Regali a Palazzo, a Palazzo Re Enzo. Oggi si è affermato e lo inseriamo nelle nostre confezioni regalo.

L’origine del nome è curiosa: a me è stato raccontato che provenga dagli occhi avidi dei bambini.
Quando non c’erano televisione e internet, nell’Emilia contadina, i bambini passavano le serate guardando i salami in stagionatura. Solitamente l’ultima parte dell’impasto da salami, se non c’era abbastanza carne per fare un budello gentile, veniva insaccata in una vescica più stretta, da salsiccia. Quello era lo strolghino, il salamino dei bambini, perché strolghini (in dialetto, avidi) erano gli occhi dei piccoli spettatori.
Sono gli “Occ’ strulghein di cinno”, gli occhi avidi dei bambini, che abbiamo imparato a conoscere quando lo strolghino va sui nostri taglieri.